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Smart Working

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IL FUTURO DEL LAVORO È SMART
 
Lo smart working per creare occupazione e abbattere i costi di gestione. È quanto emerge da una recente ricerca di Regus, una multinazionale che offre spazi di lavoro flessibili.
Per l’81% dei 44mila manager e professionisti di tutto il mondo su cui è stata condotta la ricerca, la riduzione dei costi fissi della gestione degli uffici e degli spazi sottoutilizzati dovrebbe essere una priorità delle aziende. Una soluzione per risolvere il problema dei costi di mantenimento di spazi di lavoro spesso sovradimensionati, se non proprio inutilizzati, sarebbe quella di lavorare in remoto, senza la necessità della presenza fisica in ufficio.
Ma non solo. Secondo l’indagine, l’81% degli intervistati ritiene che i governi dovrebbero favorire la diffusione di contratti di lavoro che diano la possibilità di svolgere le mansioni in remoto e che rendano più flessibile l’orario di lavoro, perché così facendo si incentiverebbe l’occupazione e la crescita del Pil. A trarre molto giovamento da questo nuovo modo di concepire il lavoro sarebbe, sempre secondo gli intervistati (83%), l’occupazione femminile, in quanto favorirebbe il rientro dalla maternità e aiuterebbe nella gestione degli impegni lavorativi e famigliari.
Smart working però non significa solo lavoro in remoto e non in ufficio, ma anche attenzione al raggiungimento degli obiettivi prefissati piuttosto che al numero delle ore in cui si è lavorato. Più flessibilità e meno controllo dunque, sempre tenendo conto dei risultati ovviamente. Questo nuovo modo di concepire il lavoro comporterebbe una maggiore autonomia del lavoratore nella gestione dei tempi e orari, con un notevole aumento della qualità della vita.
Questa tendenza sta prendendo piede anche in Italia: in quest’ultimo anno si è registrato un incremento maggiore del 100% di progetti di smart working rispetto allo scorso anno, sia da parte delle grandi imprese, sia da parte delle PMI. Una delle aziende che per prime ha aperto allo smart working nel nostro paese è stata Vodafone. L’azienda telefonica, nel 2012 lanciò un progetto pilota che dallo scorso anno coinvolge oltre 3.500 dipendenti, i quali, un giorno alla settimana, possono scegliere con maggiore autonomia spazi e strumenti di lavoro.