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Jobs Act

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AMMORTIZZATORI SOCIALI: IL CONTRATTO DI SOLIDARIETÀ TRA I DECRETI DEL JOBS ACT

Tra gli altri strumenti che il Governo prova a mettere a disposizione di aziende e lavoratori per combattere la crisi, c’è quella del contratto di solidarietà. Con il decreto legislativo n. 148 del 2015 di riforma degli ammortizzatori sociali attuativo del Jobs Act, per evitare i licenziamenti le aziende potranno ridurre l’orario di lavoro fino al 60% rispetto a quello normale, senza penalizzare le retribuzioni dei dipendenti grazie all’intervento della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS). Non si tratta di una novità assoluta dato che i contratti di solidarietà vennero introdotti, al grido di “lavorare meno, lavorare tutti”, dalla legge n. 863/1984, ma di una rispolverata del vecchio contratto di solidarietà difensiva, il quale in passato ha avuto più successo rispetto a quello di tipo espansivo.

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LAVORO: L’INPS ILLUSTRA LA NUOVA DISCIPLINA DELLA CIGO E LE NOVITÀ IN TEMA DI AMMORTIZZATORI SOCIALI E POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO INTRODOTTE DAI DECRETI DI ATTUAZIONE DELLA LEGGE N. 183/2014
 
A seguito dell’entrata in vigore del decreto legislativo n. 148 di quest’anno la disciplina della Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria è cambiata. La nuova disciplina si applica a tutte le domande di CIGO presentate a decorrere dal 24 settembre 2015, anche se hanno come oggetto eventi di sospensione o riduzione del lavoro antecedenti o iniziati prima dell’entrata in vigore del decreto.
Ecco le novità spiegate dall’INPS nella circolare n. 197/2015: la durata massima complessiva dei trattamenti non può superare i 24 mesi nel quinquennio mobile, considerando anche gli eventuali periodi di integrazione salariale straordinari; a partire dal prossimo anno verranno abolite le commissioni provinciali per l’autorizzazione delle ore di CIGO; potranno beneficiare della CIGO anche gli apprendisti assunti con contratto di apprendistato professionalizzante; i lavoratori, per poterne beneficiare, devono avere un’anzianità nell’unità produttiva aziendale di almeno 90 giorni effettivi di lavoro (sono inclusi anche i giorni di ferie, festività, infortunio e maternità obbligatoria); il saldo delle integrazioni anticipate ai lavoratori è sottoposto a un termine di decadenza di sei mesi; la domanda può essere presentata entro 15 giorni dall’inizio della sospensione o riduzione dell’attività lavorativa.
In tema di ammortizzatori sociali e politiche attive del lavoro invece, l’INPS, in un’altra circolare, la n. 194 dello scorso 27 novembre, spiega le novità introdotte da due decreti di attuazione della legge n. 183 dello scorso anno e degli effetti sull’indennità di disoccupazione NASpI.
Nello specifico l’istituto di previdenza sociale fornisce le prime indicazioni rispetto alla dichiarazione di immediata disponibilità (DID) e alle forme di condizionalità, per poi soffermarsi sul requisito delle trenta giornate lavorative necessarie per accedere all’ammortizzatore per quel che riguarda i lavoratori domestici, agricoli, in somministrazione, intermittenti e con contribuzione in paesi dell’Unione Europea o in Convenzione.