• QUALE SARÀ IL RAPPORTO TRA L’UOMO E LE MACCHINE?

  • Il Quadro Strategico di Comunità

  • La Carta dei Servizi di Ellisse

  • La Garanzia Giovani

  • Sei un laureando e vuoi fare un tirocinio in ELLISSE?

Stampa

INTEGRAZIONE SOCIALE

Uno degli obiettivi principali dell’Associazione Ellisse è quello di favorire l’integrazione nel tessuto sociale del nostro paese delle fasce di popolazione più deboli.

Quello delle discriminazioni sociali è uno dei temi più importanti e sempre attuali in Italia. La questione degli immigrati che negli ultimi anni ha avuto enorme risonanza sui media, è solamente l’ultimo, ma non per questo meno importante, degli aspetti riguardanti l’integrazione degli stranieri. Coloro i quali vivono da anni nel nostro paese non sempre possono dirsi realmente cittadini attivi: quando sono superati i problemi riguardanti la comunicazione, e quindi l’apprendimento della lingua, possono rimanere quelli riguardanti una discriminazione di fondo nei confronti di chi non è nato nel nostro stesso paese.

A differenza di quanto si possa pensare, queste discriminazioni non riguardano esclusivamente gli stranieri che decidono di vivere nel nostro paese e che trovano difficoltà a sentirsi partecipi della sua vita politica e culturale, a trovare ostacoli verso questo sentimento che fa la differenza tra un semplice abitante e un cittadino, ci sono anche molti italiani, veri e propri stranieri in patria. Il motivo principale è da ricercare nel forte squilibrio sociale presente nel nostro paese. La questione economica è solamente la caratteristiche più evidente di questo squilibrio. Il divario che sta alla base è di tipo culturale.

“Sapere è potere” disse il filosofo e giurista inglese Francis Bacon in una delle sue massime entrate nel linguaggio comune. Ed è questa una delle missioni di Ellisse, dare potere ai propri iscritti per mezzo della conoscenza, tramite progetti radicati nel territorio che riescano a ridurre lo squilibro sociale, attraverso seminari e corsi di formazione che diano gli strumenti alle fasce di popolazione più deboli per non sentirsi semplici abitanti, bensì veri e propri cittadini. Questo sempre nel rispetto dell’individualità della persona, perché integrazione non significa omologazione.